Il tema trattato da LAMIAGENDA

“Parole come conchiglie…”
La splendida frase di Alessandro D’Avenia, tratta dall’opera “Cose che
nessuno sa” (Mondadori, 2011), in cui la metafora della conchiglia capace di
racchiudere il suono del mare evoca lo straordinario potere della parola, in
grado di raccogliere in sé interi universi, è perfetta per introdurci al tema che
LaMiAgenda affronterà per l’anno scolastico 2026-27.
Mai come in questi anni di social media e di comunicazione rapida,
all’insegna di sms, mail e notifiche incalzanti, abbiamo infatti assistito a un
impoverimento del linguaggio e quindi a una vera e propria crisi della
parola, specialmente nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Eppure la
capacità di dare un nome alle cose, di circoscrivere e definire i significati, di
esprimere i sentimenti e le emozioni, è fondamentale per costruire un mondo
– il proprio mondo – con la sua bellezza e armonia uniche e irripetibili.
Ecco perché compito urgente e specifico dell’adulto, e di ogni agenzia
educativa, dovrebbe essere oggi quello di orientare i più giovani, gli studenti
che seguono il loro percorso formativo, a familiarizzare con la parola in tutte
le sue forme, potenzialità, significati, scoprendone l’immenso valore
rivelativo e liberatorio. Costruire allora un vocabolario aperto alla
molteplicità delle esperienze, alla varietà delle emozioni, alle profondità del
pensiero costituisce una priorità della scuola, della società, della smemorata
civiltà in cui viviamo.
A tutto questo LaMiAgenda 2026-27 vorrebbe dare il proprio piccolo
contributo, invitando i suoi giovani lettori a un viaggio nel variegato mondo
della parola, avendo sullo sfondo il celebre modello elaborato dallo studioso
Roman Jakobson, che individua sei funzioni del linguaggio entro le quali si
collocherebbero le più svariate forme di verbalizzazione umana. Una
davvero speciale attenzione verrà riservata al linguaggio poetico,
particolarmente in crisi nella società tecnologica avanzata in cui viviamo, e
che è invece essenziale per crescere in umanità. Partendo da miti, testi sacri,
visioni della grande eredità classica, affronteremo così il mondo della poesia,
della narrazione, del giornalismo d’autore, per approdare poi alla scoperta
del teatro, del cinema, del fumetto, della canzone, del linguaggio televisivo e
radiofonico. Ci soffermeremo brevemente anche sull’universo delle
emozioni personali, che si esprimono in diari, autobiografie, opinioni che
condividiamo nelle nostre conversazioni quotidiane. Non mancheremo di
evidenziare il valore della parola come comunicazione e contatto, oggi
insieme facilitati e compromessi dal mondo digitale e social.
Una particolare attenzione riserveremo alla funzione persuasiva del
linguaggio, che ha nei messaggi pubblicitari una specifica forma di
espressione, quanto mai potente e pervasiva, della quale è quindi necessario
– soprattutto per i più giovani – conoscere meccanismi e funzionamento, al
fine di mantenere una adeguata condizione di autonomia rispetto ad essa. A
partire dalla stessa esperienza che gli alunni hanno, per esempio di libri di
testo, enciclopedie, vocabolari, parleremo poi del linguaggio referenziale o
informativo, legato a scuola, scienza, diritto, informazione.
Concluderemo infine con una suggestione: il linguaggio può parlare di sé e
riflettere su sé stesso, per esempio, nella grammatica che ne studia regole,
strutture, funzionamenti.
Ogni settimana, in corrispondenza delle varie festività, daremo poi
indicazioni per rintracciare in rete brevi esemplificazioni di parole speciali,
relative di volta in volta agli argomenti trattati. E, laddove possibile,
inseriremo nelle pagine dei giochi qualche indicazione ai nostri alunni per
mettersi alla prova nel mondo della parola, perché è vero – come è stato
detto – che ci sono parole come conchiglie, semplici ma con il mare dentro.
Ad accompagnarci nel viaggio è ancora una volta Claudio Sottocornola, a
lungo docente di Materie Letterarie, Filosofia e Storia, Storia della canzone e
dello spettacolo, ma anche giornalista e scrittore, e pertanto esperto nell’uso
della parola – scritta, parlata e cantata – di cui cercherà di comunicarci tutta
la bellezza e il fascino per il pieno sviluppo della nostra personalità. Perché è
la parola che ci rende individui ma anche, come voleva il grande educatore
don Lorenzo Milani, è ancora la parola che ci rende uguali.
Benvenuti nel mondo della parola di LaMiAgenda 2026-27!
